Amato/Minadeo (Confintesa sanità): “Liste d’attesa e intramoenia, basta trucchi. Serve trasparenza e rispetto per i lavoratori e i cittadini”.

In merito alle recenti e gravi irregolarità emerse dai controlli dei Carabinieri del NAS sulla gestione delle liste d’attesa e dell’attività in intramoenia, la Segreteria Nazionale di Confintesa Sanità esprime profonda preoccupazione e chiede un intervento deciso e strutturale che vada oltre la semplice denuncia.
Sulla questione è intervenuto il Segretario Nazionale di Confintesa Sanità, Domenico Amato:
“Le dichiarazioni del Ministro Schillaci confermano quello che, come sindacato, denunciamo da tempo: il sistema delle liste d’attesa è spesso ostaggio di disorganizzazione e, nei casi peggiori, di veri e propri ‘trucchi’ per nascondere le inefficienze. Parlare di agende chiuse o manipolate è un’offesa ai cittadini che attendono mesi per una visita e a tutti quegli operatori sanitari che lavorano con onestà in condizioni critiche. Non è più tollerabile che la cattiva gestione dei manager ricada sull’anello più debole della catena. Chiediamo che le responsabilità emerse dai controlli dei NAS vengano perseguite con rigore, ma soprattutto che si intervenga sulla governance delle aziende sanitarie per garantire agende trasparenti e sempre accessibili.”
Alle parole del Segretario Nazionale si aggiungono quelle del Vicesegretario Nazionale, Alessio Minadeo, che si sofferma sul delicato equilibrio tra servizio pubblico e attività libero-professionale:
“L’intramoenia deve essere una risorsa e una scelta del cittadino, non un obbligo derivante dal collasso del Servizio Sanitario Nazionale. I dati dei NAS che parlano di volumi di attività in intramoenia superiori del 50% rispetto alle prestazioni pubbliche sono un segnale d’allarme rosso. Se l’attività a pagamento supera quella istituzionale, significa che il sistema è capovolto. Come Confintesa Sanità ribadiamo che non si può continuare a tassare la salute dei cittadini e la dignità dei lavoratori. Servono assunzioni, stipendi dignitosi e una regolamentazione ferrea che impedisca all’intramoenia di diventare l’unica via per ricevere cure in tempi accettabili. Il personale è allo stremo e non può essere il capro espiatorio di una gestione manageriale fallimentare o, peggio, irregolare.”
Confintesa Sanità continuerà a vigilare affinché le misure annunciate dal Ministero si traducano in atti concreti, a tutela del diritto alla salute sancito dalla Costituzione e dei diritti di tutti i professionisti della sanità.
Comunicato Stampa
Roma, 05/02/2026


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