Amato/Minadeo (Confintesa Sanità): “Atto di Indirizzo 2026, il Ministero ammette il rischio collasso. Ma senza risorse reali è solo un libro dei sogni”.

Il Segretario Nazionale Amato e il Vicesegretario Minadeo: “Serve un piano d’urto per la dignità degli infermieri. Il SSN non si salva con la sola digitalizzazione, ma con il personale.”
L’Atto di Indirizzo 2026 emanato dal Ministero della Salute mette nero su bianco una realtà drammatica: la carenza di personale e la perdita di attrattività della professione infermieristica sono i principali ostacoli alla tenuta del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Il documento programmatico ammette esplicitamente che, senza un intervento strutturale, la sostenibilità del sistema è a rischio.
Sulla questione è intervenuto il Segretario Nazionale di Confintesa Sanità, Domenico Amato:
“Prendiamo atto che il Ministero finalmente riconosce come la centralità degli infermieri sia il pilastro su cui poggia l’intero sistema. Tuttavia, non possiamo accontentarci di un’ammissione di colpevolezza tardiva. Vedere scritto in un atto ufficiale che la sostenibilità del sistema dipende dalla nostra categoria è una vittoria morale, ma ora servono i fondi. Chiediamo al Ministro un impegno finanziario che vada oltre l’ordinario: occorre superare i tetti di spesa e investire seriamente sul capitale umano per fermare la fuga di professionisti all’estero.”
L’Atto di Indirizzo 2026 punta con decisione sulla riforma dell’assistenza territoriale (DM 77), sullo sviluppo dell’Infermiere di Famiglia e Comunità e sulla digitalizzazione per abbattere le liste d’attesa. Analizzando questi obiettivi, il Vicesegretario Nazionale Alessio Minadeo ha dichiarato:
“Il Ministero parla di ‘nuovi modelli organizzativi’ e di tecnologia, ma la realtà è che nessuna telemedicina può sostituire il lavoro clinico e umano di un infermiere. L’ammissione ministeriale deve tradursi in fatti concreti nel triennio contrattuale alle porte: non è più accettabile parlare di ‘sviluppo delle competenze’ senza garantire un’indennità di specificità che sia realmente impattante sulle buste paga e senza assicurare condizioni di lavoro sicure nei nostri ospedali.”
“Il 2026 sarà l’anno della verità per la riforma territoriale” conclude Minadeo. “Se il Governo non passerà dalle parole dell’Atto di Indirizzo ai fatti dei contratti, Confintesa Sanità sarà pronta alla mobilitazione generale. Gli infermieri sono il cuore pulsante della sanità pubblica: se non si interviene ora sulle assunzioni e sulla dignità professionale, il sistema è destinato a fermarsi definitivamente. Non permetteremo che a pagare siano, ancora una volta, i lavoratori e i cittadini.”
Comunicato Stampa
Roma, 05/02/2026


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